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La collana di Armonia


Cadmo divenuto re di Tebe sposò la bellissima Armonia, tanto bella che molti la credettero figlia di Afrodite, ma secondo altri era, invece, figlia di Zeus e di Elettra(una delle Pleiadi) e perciò sorella di Iasione e Dardano. Alle nozze furono invitati tutti gli dei, e tra i doni fatti alla sposa Hefesto, regalò ad Armonia una collana, finemente cesellata, con molte pietre preziose. Più tardi si scoprì che questa collana fu fatale a tutte le donne che la portarono e da essa ebbe origine la lunga serie di disgrazie che perseguitò la famiglia di Cadmo. Infatti dei cinque figli che Armonia e Cadmo ebbero:
Polidoro, l'unico maschio fu padre di Labdaco, il nonno dello sventuratissimo Edipo; Semele, morì giovanissima, folgorata dallo splendore di Zeus nel dare alla luce il figlio di Dioniso; Autonoe fu la dolorosa madre di Atteone che la collera di Artemide cambiò in cervo e fu divorato dai suoi stessi cani; Ino, divenuta pazza, si precipitò con figlio Melicerte in mare; Agave, nel furore del delirio bacchico sbranò il proprio figlio Penteo.
Dopo tutte queste sventure Cadmo iniziò ad odiare la sua città e la abbandonò insieme ad Armonia, vagarono a lungo, finchè gli dei impietositi li trasformarono in serpenti, per poi raggiungere i Campi Elisi.

Hefèsto


Hefèsto, figlio di Zeus e Hera, che i romani identificarono con il loro Vulcano, era il dio del fuoco. Secondo una versione, sarebbe nato già zoppo e così deforme che la madre si vergognò di un figlio tanto brutto da scaraventarlo giù dall'Olimpo; rotolando, il dio sarebbe finito in mare, dove la nereide Teti e l'oceanina Eurinome l'avrebbero allevato in una grotta sottomarina. Secondo un'altra versione, forse più plausibile in quanto Hera veniva rappresentata come una madre premurosa e questo mito non le si addice proprio, Hefèsto sarebbe nato unicamente da Hera, gelosa del fatto che Zeus aveva dato alla luce da solo Atena; e fu Zeus a scaraventarlo giù dall'Olimpo irritato dal suo intromettersi tra i litigi del padre e della madre; rotolando giù fino ad arrivare all'isola di Lemno si sarebbe azzoppato nel toccar terra. Il dio zoppo, con l'aiuto di un misterioso nano che gli insegnò l'arte di lavorare i metalli, aprì un'officina di fabbro, utilizzando il fuoco del vulcano. Qui rimase nove anni. Tuttavia il dio desiderava tornare lassù sull'Olimpo tra gli altri dèi, e per soddisfare questo desiderio costruì un un magnifico trono d'oro finemente cesellato e lo mandò alla madre come dono. Appena Hera si sedette sul trono, fu afferrata da due braccia potenti di ferro che le impedivano di muoversi; nessuno riuscì a liberarla e allora Zeus mandò a chiamare Hefèsto che per liberare la madre dalle braccia del trono impose i suoi patti: egli doveva tornare sull'Olimpo, essere considerato al pari degli altri dèi e avere per moglie Afrodite; gli fu tutto concesso. Sull'Olimpo aprì un opificio, fabbricò lo scettro e il trono d'oro di Zeus; una meravigliosa collana per Armonia, figlia di Ares e Afrodite, come dono di nozze; due corazze d'oro per Ercole e una per Diomede; un'armatura completa con scudo per Achille; e un'altra per Enea; ad Apollo costruì un palazzo spendente, il Palazzo del Sole. L'arte di Hefèsto non si fermava qui, modellò statue a cui dava poi il movimento, la parola e la vita, per Zeus diede forma e vita a Pandora. Lavorava i metalli anche sulla terra, dove aprì altri laboratori; i principali erano a Lemno, dove aveva come aiutanti i Cabiri(dei demoni), e nell'immensa fucina sotterranea dell'Etna, dove aveva i Ciclopi come aiutanti e forgiava i fulmini di Zeus. Hefèsto veniva rappresentato come un uomo robusto dalle braccia muscolose, con la faccia barbuta, dai capelli scompigliati con sopra la testa un berretto di cuoio. La sua tunica da operaio era corta e senza maniche e lasciava la spalla destra scoperta. Nella mano destra reggeva un martello e nella sinistra la tenaglia.

Artemide, Orione e le Pleiadi


Orione era un bel giovane, alto, grosso, robusto e un itrepido cacciatore come Artemide; suo padre era il re di Hirieo, una città della Beozia. Orione aveva avuto una vita burrascosa, ricca di imprese venatorie e di amori, il più noto dei quali quello con Eos, la dea dell'aurora, che arrossisce ogni giorno al ricordo dell'episodio; successivamente Orione divenne compagno di Artemide nella caccia, la dea però se ne innamorò e voleva a sposarlo a tutti i costi. La cosa non piacque ad Apollo che forse per gelosia non voleva che sua sorella sposasse un umile mortale solo per quella colossale corporatura. Cercò in tutti i modi di distogliere la sorella da quell'amore, e quando capì che non ci sarebbe riuscito pensò a qualche altro mezzo per impedire l'unione. Un giorno vide Orione che scendeva in mare per allenarsi nel nuoto, quando si allontanò al punto da diventare solo un puntolino nero all'orizzonte in quel momento arrivò Artemide; conversando con la sorella finse di mettere in dubbio la sua bravura con l'arco e sfidò Artemide: la dea prese una freccia e colpì il bersaglio, quel puntolino nero che Apollo aveva proposto. Quando la corrente marina portò a riva il corpo di Orione trafitto alla tempia con una freccia d'argento, Artemide pianse, pianse tanto dal dolore che nulla la poteva consolare; allora Zeus cambiò Orione in una costellazione.


Un'altra versione racconta invece che Artemide si sdegnò con Orione perchè egli aveva inseguito le Pleiadi, di cui si era innamorato. La dea allora mandò contro Orione uno scorpione che lo punse a morte, per questo servizio reso ad Artemide lo scorpione fu tramutato in costellazione; stessa sorte toccò ad Orione e alle Pleiadi.


Le Pleiadi, nate sul monte Cillene, sono sette sorelle, figlie di Atlante e di Pleione. Secondo un'altra versione sono figlie di una regina delle Amazzoni.
I loro nomi erano:
Alcione.
Celeno
, sposò Poseidone e fu da lui resa madre di Lico, Nicteo, Euripilo e, forse, Tritone. Secondo alcune leggende era anche la madre di Deucalione, avuto da Prometeo.
Elettra, Dall'amore con Zeus nacquero Dardano, il capostipite della dinastia di Troia; Iasione e forse Armonia, la sposa di Cadmo, re di Tebe.
Maia, Dalla sua unione con Giove nacque Mercurio. Si dice che Maia, simbolo della primavera o della fertile stagione delle piogge (qualcuno afferma che il mese di maggio, in latino Maius, derivi proprio da questo nome) fosse la più bella delle Pleiadi.
Merope.
Sterope.
Taigete.

Si dice di Merope che brilla in cielo meno delle sue sorelle perché è l'unica ad aver sposato un mortale.