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La fondazione di Troia


La Troade era una fertile regione dell'Asia Minore, a poca distanza dall'Ellesponto, che oggi si chiama Stretto dei Dardanelli ed è una delle chiavi del Mediterraneo.
Nel tempo dei tempi ne era re Teucro. A lui un giorno si presentò un giovane avventuriero di nome Dardano, che veniva dalla Samotracia in cerca di una terra su cui regnare. Teucro l'accolse benignamente e gli diede per moglie sua figlia Batea.Dalle loro nozze nacque un figlio, Erittonio, che divenne poi l'uomo più ricco del mondo e fu padre di Troo, il quale, a sua volta, si sposò ed ebbe tre figli: Assàraco, Ilo e Ganimede. Assàraco morì giovane e si sa poco e niente. Ganimede fu rapito da Zeus e divenne coppiere degli dèi; Ilo succedette al padre sul trono e, non più soddisfatto della vecchia capitale Dardania, volle costruirsene una nuova e, per scegliere il luogo dove costruirla, interrogò l'oracolo.Questo gli rispose di seguire una mucca bianca, pezzata di scuro, che se ne stava allora pascolando in pianura; e dove si fosse fermata doveva fondare la città.

La collana di Armonia


Cadmo divenuto re di Tebe sposò la bellissima Armonia, tanto bella che molti la credettero figlia di Afrodite, ma secondo altri era, invece, figlia di Zeus e di Elettra(una delle Pleiadi) e perciò sorella di Iasione e Dardano. Alle nozze furono invitati tutti gli dei, e tra i doni fatti alla sposa Hefesto, regalò ad Armonia una collana, finemente cesellata, con molte pietre preziose. Più tardi si scoprì che questa collana fu fatale a tutte le donne che la portarono e da essa ebbe origine la lunga serie di disgrazie che perseguitò la famiglia di Cadmo. Infatti dei cinque figli che Armonia e Cadmo ebbero:
Polidoro, l'unico maschio fu padre di Labdaco, il nonno dello sventuratissimo Edipo; Semele, morì giovanissima, folgorata dallo splendore di Zeus nel dare alla luce il figlio di Dioniso; Autonoe fu la dolorosa madre di Atteone che la collera di Artemide cambiò in cervo e fu divorato dai suoi stessi cani; Ino, divenuta pazza, si precipitò con figlio Melicerte in mare; Agave, nel furore del delirio bacchico sbranò il proprio figlio Penteo.
Dopo tutte queste sventure Cadmo iniziò ad odiare la sua città e la abbandonò insieme ad Armonia, vagarono a lungo, finchè gli dei impietositi li trasformarono in serpenti, per poi raggiungere i Campi Elisi.

Artemide, Orione e le Pleiadi


Orione era un bel giovane, alto, grosso, robusto e un itrepido cacciatore come Artemide; suo padre era il re di Hirieo, una città della Beozia. Orione aveva avuto una vita burrascosa, ricca di imprese venatorie e di amori, il più noto dei quali quello con Eos, la dea dell'aurora, che arrossisce ogni giorno al ricordo dell'episodio; successivamente Orione divenne compagno di Artemide nella caccia, la dea però se ne innamorò e voleva a sposarlo a tutti i costi. La cosa non piacque ad Apollo che forse per gelosia non voleva che sua sorella sposasse un umile mortale solo per quella colossale corporatura. Cercò in tutti i modi di distogliere la sorella da quell'amore, e quando capì che non ci sarebbe riuscito pensò a qualche altro mezzo per impedire l'unione. Un giorno vide Orione che scendeva in mare per allenarsi nel nuoto, quando si allontanò al punto da diventare solo un puntolino nero all'orizzonte in quel momento arrivò Artemide; conversando con la sorella finse di mettere in dubbio la sua bravura con l'arco e sfidò Artemide: la dea prese una freccia e colpì il bersaglio, quel puntolino nero che Apollo aveva proposto. Quando la corrente marina portò a riva il corpo di Orione trafitto alla tempia con una freccia d'argento, Artemide pianse, pianse tanto dal dolore che nulla la poteva consolare; allora Zeus cambiò Orione in una costellazione.


Un'altra versione racconta invece che Artemide si sdegnò con Orione perchè egli aveva inseguito le Pleiadi, di cui si era innamorato. La dea allora mandò contro Orione uno scorpione che lo punse a morte, per questo servizio reso ad Artemide lo scorpione fu tramutato in costellazione; stessa sorte toccò ad Orione e alle Pleiadi.


Le Pleiadi, nate sul monte Cillene, sono sette sorelle, figlie di Atlante e di Pleione. Secondo un'altra versione sono figlie di una regina delle Amazzoni.
I loro nomi erano:
Alcione.
Celeno
, sposò Poseidone e fu da lui resa madre di Lico, Nicteo, Euripilo e, forse, Tritone. Secondo alcune leggende era anche la madre di Deucalione, avuto da Prometeo.
Elettra, Dall'amore con Zeus nacquero Dardano, il capostipite della dinastia di Troia; Iasione e forse Armonia, la sposa di Cadmo, re di Tebe.
Maia, Dalla sua unione con Giove nacque Mercurio. Si dice che Maia, simbolo della primavera o della fertile stagione delle piogge (qualcuno afferma che il mese di maggio, in latino Maius, derivi proprio da questo nome) fosse la più bella delle Pleiadi.
Merope.
Sterope.
Taigete.

Si dice di Merope che brilla in cielo meno delle sue sorelle perché è l'unica ad aver sposato un mortale.

Iris o Iride



Iris o Iride, la divina messaggera, figlia di Taumante e di Elettra*, personificazione dell'arcobaleno che unisce il Cielo alla Terra. Era una fanciulla dai piedi veloci come il vento e con ali dipinte di tutti e sette i colori dell'arcobaleno; portava gli ordini celesti, in particolare quelli di Zeus e di Hera, agli altri dèi o agli uomini.






*L'Elettra madre di Iride è la ninfa oceanina figlia dei Titani Oceano e Teti. Con Taumante generò Iris e le tre Arpie. Secondo Omero, Elettra e Zeus, concepirono Dardano, capostipite dei re di Troia. Nella mitologia greca vi è anche Elettra, figlia di Atlante e Pleione, era una delle Pleiadi. Da non dimenticare l'Elettra figlia di Agamennone e Clitennestra, sorella di Oreste, Ifigenia e Crisotemi che istiga il fratello Oreste a vendicare il padre Agamennone.