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Erinni o Furie


Nacquero dal sangue di Urano mutilato dei genitali da Cronos; le Erinni o Furie erano tre: Aletto, Tisifone e Megera. Dee della maledizione e della vendetta punitrice; la loro figura era raccapricciante, venivano raffigurate come vecchie orribili con serpenti invece che capelli e con occhi di fiamma. Un'altra versione le rappresenta come geni alati con i capelli formati da serpenti, con in mano torce o fruste. Perseguitavano senza tregua il colpevole con la loro spaventosa forza, finché questo non avesse espiato il suo destino.

Secondo alcuni Aletto invece, era nata da Acheronte e dalla Notte (o da Gea, la Terra, secondo altri), il suo nome non ha ancora oggi un'etimologia univoca. Probabilmente significa "colei che non riposa", "colei che non dà requie", ma alcuni interpreti propendono per "l'indicibile", "colei il cui nome non può essere pronunciato".

Tisifore, Era incaricata di castigare i delitti di assassinio: patricidio, fratricidio, matricidio, omicidio.
Un mito racconta che si innamorò di Citerone, che uccise col morso di uno dei serpenti presenti sul suo capo.

Megera, Il nome deriva dal greco Μεγαιρα, "l'invidiosa". Megera era preposta all'invidia ed alla gelosia e induceva a commettere delitti, come l’infedeltà matrimoniale.

Nereo e le Nereidi

Le Ninfe, era una classe numerosa di divinità che rappresentavano la natura. Il termine ninfa significa "giovane fanciulla"; vi sono molti miti sulle ninfe da cui proviene il termine ninfomane. Abitavano i luoghi dove esercitavano i loro poteri, assumendo da tali luoghi i nomi che le distingueva in varie categorie: Oceanine, Meliadi, Potameidi, Naiadi, Napee, Oreadi, Driadi, Amadriadi, Nereidi.

Nereo, figlio di Ponto e Gea, sposò un'oceanina, Doride, da cui ebbe delle bellissime figlie: le Nereidi, che rappresentavano gli aspetti belli e piacevoli del mare. Nereo possedeva il dono della profezia e poteva trasformasi in ogni forma. La sua forma vera era quella di un uomo con i capelli, le sopracciglia e la barba a forma di alghe e aveva giunchi marini.
Secondo Esiodo, le Nereidi erano cinquanta, avevano capelli ornati di perle e si muoveva su delfini o su carri trainati dai Tritoni. Abitavano con i genitori le profondità del mare, in una grotta che splendeva d'argento e si spingevano sulla superficie solo per aiutare i marinai che avevano perso la rotta. Nereidi famose furono:


Anfitrite, che sposò il dio Poseidone.



Galatea, innamorata del bellissimo pastore Aci; si narra che il ciclope Polifemo innamorato anche egli di Galatea e geloso di Aci, un giorno, non essendo riuscito ad attirare l'attenzione della ninfa col suone del flauto, si vendicò con i due amanti scagliando un sasso che colpì Aci e lo uccise; in ricordo di quell'amore Galatea trasformò il sangue di Aci in una sorgente che divenne un dio fluviale.




Teti, che in greco è Thètis da non confenderla con Teti la titanide, in greco Thetys; aveva il dono della matamorfosi, sposò un mortale Peleo e alle loro nozze, sul monte Olimpo, la Discordia unica non invitata, lanciò il famoso pomo d'oro(il pomo della discordia) succube del giudizio di Paride, causa della guerra di Troia. Dal matrimonio con Peleo nacque il celebratissimo eroe Achille; Teti andò spesso in aiuto al figlio, come quando chiese a Hefesto di forgiare le armi per il combattimento di Achille e Ettore.

Themis o Temi


Themis o Temi, figlia di Urano e Gea, sorella perciò di Cronos e zia di Zeus. Apparteneva alla stirpe dei Titani e fu la prima moglie di Zeus, da cui ebbe come figlie le Ore e le Mòire. Il significato del nome Temi è "irremovibile", per questo forse è stata identificata sia come la personificazione dell'ordine legale e della giustizia eterna, generando infatti le Ore(Eunomia, Dike e Irene), sia come la dea delle leggi naturali che vigila su ciò che è lecito e illecito. Da ricordare il famoso oracolo di Temi nel mito di Deucalione e Pirra; quando i due giovani sposi, sopravvissuti al Diluvio Universale, consultarono l'oracolo, la dea pronunciò enigmatiche parole: "Uscite dal tempio e gettate dietro le vostre spalle le ossa della Grande Madre". Solo dopo capirono che la Grande Madre era Gea, e lanciando sassi dietro le loro spalle ripopolarono la Terra: i sassi lanciati da Deucalione diventarono uomini, quelli lanciati da Pirra, donne.

Il Caos

In principio era il Caos, cioè un miscuglio universale e disordinato della materia, una forma indefinibile e indescrivibile che racchiudeva cielo, mare e terra. Il Caos era comunque una divinità capace di generare e la maggior parte dei figli del Caos furono divinità enigmatiche, cieche e capricciose. Ne nacquero anzitutto il Destino o Fato, divinità ora benigna ora ostile, potentissima e inesorabile, a cui tutte le divinità erano sottomesse e a cui tutti dovevano obbedire. Niente poteva cambiare i suoi decreti. Dal Caos nacquero altre divinità: l'Erebo, una specie di abisso senza fondo fatto di tenebre; la Notte, anche essa buia e misteriosa che portava agli uomini buoni consigli e donava il riposo; le tre sorelle fatali, le Mòire o Parche, ministre principali del Destino, figlie della Notte e dell'Erebo; la Discordia, testarda; la triste Vecchiaia. Più tardi nacquero divinità più clementi: la Concordia, L'Amore o Eros, il Giorno e finalmente Urano, cioè il Cielo e Gea, la Terra. Così grazie all'Amore, la Notte e il Giorno, alla Concordia e Discordia, Cielo e Terra incominciò a delinearsi il Cosmo, l'Universo, lasciando così la situazione di Caos per l'ordine.