La guerra dei sette contro Tebe:Cadmo e gli Sparti


Il fondatore di Tebe, la città dalle sette Porte fu Cadmo, figlio di Agenore, re fenicio di Tiro e di sua moglie Telefassa; Cadmo era fratello della bellissima Europa colei che fu rapita da Zeus. Agenore mandò Cadmo alla ricerca della sorella; viaggiò molto senza trovare traccia di sua sorella e quando arrivò in Grecia decise di interrogare l'oracolo di Delfi. La Pizia, non rispose alle sue domande ma gli disse solamente di continuare il suo viaggio fino a quando non avesse incontrato una giovenca con una mezzaluna bianca; poi seguire la bestia finchè non si fosse fermata e in quel punto costruire una città. La giovenca arrivò in Beozia; Cadmo volendo sacrificare l'animale ad Atena, mandò i servi che lo avevano accompagnato a prendere dell'acqua in una sorgente vicina. La sorgente era custodita da un drago che uccise i servi, Cadmo non vedendo tornare i suoi servi andò a vedere e trovò il drago che si avventò contro ma Cadmo riuscì a trafiggere la bestia. Ad un certo punto comparve la dea Atena che impose al giovane di strappare i denti del drago e seminarli per terra. Cadmo fece quanto gli era stato imposto dalla dea: dalla terra spuntarono delle lance, che sollevandosi si tramutarono in un esercito di giganti armati; i guerrieri vennero chiamati Seminati, cioè in greco gli Sparti, si misero a combattere gli uni contro gli altri, ne rimasero solo cinque, questi Sparti rimasti furono i capostipiti della nobilità tebana, aiutarono Cadmo a costruire la città di Tebe, la cui rocca fu chiamata Cadmea, in onore del suo fondatore.

2 commenti:

Filius Lunae ha detto...

http://filtrodamore.blogspot.com/search?q=Mito+fondante+di+Europa

Il Mito di Europa, divinità preellenica originaria dell’Asia Minore, riecheggia le vicende storico-culturali del continente che da Lei prese il teonimo.
Europa, prima della rielaborazione greca del Mito, era ‘quella dal grande occhio’: la Dea-Luna, Mater dea cretese nella cui isola si parlava di ‘matria’ invece della successiva ‘patria’.
Europa proteggeva la sua isola con una lancia infallibile e con un mostruoso guerriero di bronzo (ricordo mitizzato della scoperta dei metalli e della loro lavorazione i quali nell’antichità erano ritenuti pertinenti al mondo divino e titanico); qui in particolare si sottolinea l’invenzione della civiltà e della tecnologia da parte delle donne.
Il termine ‘Europa’: ^RB, secondo l’illustre linguista Semerano, risale alla protolingua accadica di Sargon I, dal significato ‘il tramontare dell’astro/sole’, volendo con ciò indicare quei Paesi all’estremo occidente del loro mondo conosciuto e con i quali avevanoscambi commerciali. Tra questi Paesi c’era Creta, l’Italia e tutto il bacino del mediterraneo verso Ovest. Conferma linguistica ci sono un appellativo della dea greco-mitologica Theia: Euryphaessa ‘il cui splendore giunge lontano’; il semitico ereb ‘scuro’ e lo stesso nome degli Inferi ‘Erebo’, il quale veniva collocato all’estremo occidente: dove appunto tramonta il sole. Anche della nostra «Italia» che fino a tempi recenti veniva per lo più intesa come «terra dei vitelli» da «vitulus» (vitello) il Semerano segnalò che la «i» di «vitulus» era breve, mentre la «i» di «Italia» era lunga e perciò era presumibile che la parola venisse dall'accadico «Atalu» che significa «terra del tramonto», a cui corrispondeva la parola etrusca «Hinthial» che vuol dire «ombra».
Europa di notte cavalcava a Creta il toro lunare-yonico suo compagno ma infine non riuscì a respingere l’invasione dei Greci che introdussero i propri dei (Zeus come toro solare-fallico, Apollo, etc) e riscrissero la loro versione del Mito, quella che informò di se finora la cultura europea.
La versione greca racconta il rapimento di Europa, figlia di Agenore e Telefassa, principessa fenicia di Tiro da parte di Zeus, che se ne era innamorato vedendola raccogliere i fiori in riva al mare. Il dio, dopo aver ordinato a Ermes, il messaggero degli dei, di condurre i buoi di Agenore alla spiaggia, si trasformò in un maestoso toro bianco e, unendosi agli altri bovini, raggiunse il luogo dove Europa e le sue amiche stavano giocando. Mostrandosi docile, si lasciò avvicinare e decorare con ghirlande di fiori dalle fanciulle, ma, quando la principessa gli salì sul dorso, iniziò a correre, superando il mare e raggiungendo l'isola di Creta. Qui, precisamente a Gortino, vicino ad una fonte, Zeus si unì alla ragazza sotto un boschetto di platani, ai quali, in ricordo di tale amore, egli concedette il privilegio di non perdere mai le foglie. Zeus rivelò quindi la sua vera identità ed Europa divenne la prima regina di Creta. Ebbe da Zeus tre figli: Minosse, Radamante, e Serpedonte, che vennero in seguito adottati da suo marito Asterione re di Creta. Zeus donò a Europa tre regali: Talos (un gigante di bronzo creato da Efeso, guardiano delle coste cretesi), Laelaps (cane leggendario, da cui ora la costellazione del Canis Major) e un giavellotto che non sbagliava mai il bersaglio. Dopo la morte, a Europa furono tributati onori divini. Il toro personificato da Zeus diventò una costellazione e fu posto tra i segni dello zodiaco.
Narra il poeta Mosco, riferendo un altro mito, di un sogno che la dea Afrodite suscitò in Europa: nel sogno la giovane vide comparire due terre, una delle quali si chiamava Asia, mentre l'altra non aveva nome. E a questa terra, Europa diede il proprio nome.
Nella costellazione del Toro molte civiltà antiche raffigurarono le loro divinità: gli Egizi vi veneravano il bue sacro Api, i Persiani vi vedevano il dio del loro culto mitraico poi diffuso anche presso i romani nell’era pre-cristiana, e i Celti celebravano la festa dei tori quando il Sole entrava in questa costellazione. Durante la civiltà minoica, i cui sovrani si ritenevano discendenti di Minosse, il culto del toro fu molto diffuso e da esso nacque la leggenda del Minotauro, il mostro metà uomo e metà toro. Anche nella Bibbia si trova una eco di tale concezione: ad es. in Giobbe Dio dice: Puoi tu unire assieme i legami delle Pleiadi, o sciogliere le catene di Orione? Fai tu apparire le costellazioni a suo tempo, o guidare l'Orsa maggiore con i suoi piccoli? (le traduzioni sono congetturali, è comunque indubitabile che si tratti di Costellazioni).
Infine se ne ritrova una eco lontana fra i Testimoni di Geova, secondo i quali Dio aveva il suo "luogo di dimora" nella costellazione delle Pleiadi, distante circa 450 anni luce dalla Terra. A pag. 327 del terzo volume dei suoi Studi delle Scritture, C.T. Russell, fondatore della WTS, scrisse: "Alcione, il centro delle famose stelle delle Pleiadi, è il 'trono di mezzanotte', il punto centrale dell'intero sistema gravitazionale, dal quale l'Onnipotente governa il suo universo".

Musa ha detto...

grazie filius bacio